Quando cambia anche il modo di essere coppia
Il tempo per parlare si riduce, il sonno manca e una richiesta pratica può diventare una discussione su chi fa di più. Una persona sente di portare tutto il carico, l’altra non trova il proprio posto. Intorno arrivano consigli, mentre voi avreste bisogno di essere ascoltati.
Gioia, paura, irritazione e ambivalenza possono convivere. Raccontare la fatica non significa amare meno un figlio o essere genitori inadeguati.
Dare spazio alle aspettative, anche prima della nascita
Già durante l’attesa possono emergere modi diversi di immaginare la genitorialità, le responsabilità e il rapporto con le famiglie d’origine. Possiamo esplorare queste differenze senza pretendere che sentiate le stesse cose nello stesso momento.
Il sostegno può riguardare:
- cambiamenti nei ruoli e nell’identità personale;
- distribuzione delle responsabilità pratiche e organizzative;
- bisogno di riposo, aiuto e tempo personale;
- confini con chi offre sostegno;
- affetto, intimità e dialogo nella nuova quotidianità.
Non diventare una famiglia perfetta
Possiamo partire da una giornata concreta e cercare cosa vi serve oggi, invece di un modello ideale a cui adeguarvi. Gli incontri possono essere individuali o di coppia, in base alla richiesta e alla valutazione iniziale.
Quando la sofferenza è intensa o persistente, è importante non liquidarla come una normale fase di adattamento: valutiamo l’opportunità di una collaborazione con il medico o con i servizi dedicati alla salute perinatale.