Quando fai fatica a riconoscerti nelle aspettative
Ti confronti con un’immagine del corpo che sembra sempre lontana. Nell’intimità temi il giudizio e fai fatica a esprimere ciò che desideri. Oppure alcune parole con cui hai raccontato la tua identità non ti rappresentano più, e vuoi esplorare cosa senti senza dover arrivare subito a una definizione.
Possiamo parlarne con rispetto dei tuoi tempi e del linguaggio che senti tuo. Non è necessario condividere dettagli intimi prima di sentirti a tuo agio.
Accoglienza delle persone LGBTQIA+
Orientamento sessuale e identità di genere non sono disturbi da correggere. Il percorso non ha l’obiettivo di modificarli, ma di sostenere il tuo benessere e la possibilità di esprimerti.
Puoi portare domande sull’identità, sul coming out, sulle relazioni affettive e familiari o sulla sofferenza legata a discriminazione, esclusione e paura del rifiuto. Il coming out non è un obbligo né una prova di autenticità: contano i tuoi desideri, le condizioni di sicurezza e le risorse disponibili.
Puoi naturalmente chiedere aiuto anche per ansia, lutti o lavoro: essere una persona LGBTQIA+ non deve diventare la spiegazione di ogni difficoltà.
Corpo, desiderio e intimità
Possiamo esplorare il rapporto con l’immagine corporea, la vergogna, i bisogni e la comunicazione nell’intimità. Non esiste un unico modo giusto di vivere la sessualità: rispetto, consenso e benessere sono riferimenti fondamentali.
Quando la richiesta richiede una valutazione medica, sessuologica o un sostegno specialistico, ne parliamo per individuare un percorso appropriato. Analogamente, i disturbi alimentari richiedono una valutazione specifica e possono rendere necessario un lavoro multidisciplinare.